Il sindaco Scaficchia risponde alla minoranza e chiede collaborazione   

Da ormai qualche mese l’attività istituzionale del Comune di Fiastra subisce continui rallentamenti causati dall’ostruzionismo che i due schieramenti di minoranza hanno messo in atto. L’amministrazione comunale intende precisare alcuni aspetti delle questioni sollevate dai rappresentanti delle minoranze agli ultimi consigli comunali, con la speranza che si instauri finalmente un clima di collaborazione indispensabile ad un piccolo comune come Fiastra per uscire dalla situazione determinata dal sisma del 2016. 

Scaficchia difende innanzitutto l’operato degli uffici e del dirigente comunale precisando, in merito agli obblighi di pubblicazione, agli adempimenti fiscali, contabili e certificativi degli enti locali, che la normativa in vigore a seguito del sisma proroga, e in alcuni casi sospende, tutti i termini proprio in virtù dello stato di emergenza che si è creato.

Nel ricordare che lo stato di emergenza non è ancora terminato e che, quindi, non c’è nessuna inadempienza da parte del Comune nella mancata pubblicazione delle delibere, l’amministrazione comunale intende precisare, in ogni caso, che i ritardi sono dovuti proprio all’aumento smisurato della mole di lavoro a cui sono sottoposti gli uffici da tre anni a questa parte e che non c’è nessuna volontà di intralciare la trasparenza amministrativa dell’attività comunale.

Basti pensare che solo per quanto riguarda gli atti amministrativi, il comune è passato dall’emanazione di una media di cinque ordinanze l’anno a più di 1500 negli ultimi tre anni. Fino a tutto il 2017 l’attività del comune è andata avanti con due soli funzionari e solo negli ultimi mesi si è completata l’integrazione della pianta organica con le nuove assunzioni disposte dalle leggi sul sisma. Il processo è stato lungo ed ha comunque assorbito molto del lavoro degli uffici che hanno dovuto provvedere anche alla formazione dei nuovi assunti. Un’altra grande mole di lavoro cui la macchina comunale ha dovuto far fronte è stata l’incorporazione con il Comune di Acquacanina avvenuta a gennaio del 2017, a pochi mesi dal sisma e in piena emergenza operativa.    

Nel precisare che non è stato dato alcun diniego alle diverse richieste di accesso agli atti del consigliere Cocci ma gli è stato solo parzialmente risposto per la mancanza materiale degli atti che ha richiesto – come nel caso specifico del Progetto Integrato Locale a cui si fa riferimento nella stampa locale – si fa anche presente che la posizione del Consigliere Cocci per cui è stata dichiarata l’incompatibilità non era quella di presidente onorario, ma di socio effettivo di una società che svolge da anni diversi servizi affidati dal Comune. 

Il sindaco fa quindi appello al buon senso di tutti i consiglieri di minoranza affinché si instauri, finalmente, quel clima di collaborazione che hanno promesso dopo le elezioni ma che finora è mancato del tutto.

Contenuto inserito il 23/12/2019
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